Ribavirina Farmaco che possiede attività antivirale (verosimilmente indiretta) in vivo e in vitro contro i virus a RNA e DNA.
RIBAVIRINA La ribavirina, nota anche come virazolo, è un nucleoside strutturalmente correlato con la guanosina, capace di inibire in vitro sia virus a DNA (HSV, CMV e adenovirus) sia a RNA (virus influenzali e parainfluenzali, ...
RIBAVIRINA
La ribavirina è un analogo guanosinico che inibisce la replicazione di molti virus a RNA e a DNA. L'esatto meccanismo di azione del farmaco non è definito, ma sembra che il farmaco inibisca la formazione dell'RNA messaggero.
Gli interferoni peghilati, associati a ribavirina costituiscono oggi la terapia standard e sono capaci di eliminare il virus in oltre l'80% delle infezioni sostenute dai genotipi 2 e 3 e nel 50% dei casi di genotipo 1.
Viene assegnato insieme a farmaci antivirali, più comunemente la ribavirina. Il principale effetto collaterale è bassa produzione di globuli rossi (anemia). La ribavirina deve essere evitata durante la gravidanza e per i 6 mesi successivi.
Il principale effetto collaterale della Ribavirina è rappresentato dalla anemia emolitica (rottura dei globuli rossi del sangue), che compare comunque raramente e che regredisce dopo la sospensione della terapia.
Prima di iniziare un eventuale trattamento con interferone e ribavirina, è necessario effettuare una serie di accertamenti che escludano la presenza di condizioni cliniche (patologiche, ematologiche, autoimmuni, tiroidee, renali, cardiache, ...
Il trattamento consiste nelle cure di supporto; tra i farmaci si ipotizza l'impiego della ribavirina che sembrerebbe essere in grado di ridurre la gravità e la durata della malattia, se somministrata fin dai primi giorni di comparsa dei sintomi.
Se fino al 1999 si somministrava interferone tre volte alla settimana, è successivamente entrata in commercio la ribavirina che associata all'interferone ha aumentato la percentuale di successi dal 15-20% al 35-40%.
Il farmaco più usato è l'alfa-interferone, una proteina che viene riprodotta in laboratorio e che viene, oggi, associata ad un altro farmaco, la ribavirina, dalla cui azione combinata si cominciano ad avere buoni risultati.
La somministrazione intravenosa di un antivirale (ribavirina) per circa 10 giorni può ridurre il rischio di decesso se assunta entro i primi 6 giorni dal morso della zecca.
Le terapie attuali consistono nella somministrazione settimanale di interferone peghilato e ribavirina, rispetto al passato si possono raggiungere medie di guarigione intorno al 50-55% , ...
Studi che sfruttano la combinazione interferone pegilato più ribavirina sono attualmente in corso ed una volta ultimati permetteranno di precisare meglio l'atteggiamento da tenere in questa particolare categoria di pazienti.
Il trattamento di prima linea della CM dovrebbe focalizzarsi sullo sradicamento della infezione da HCV, con una terapia combinata a base di interferone e ribavirina.
Vedi anche: Virus, Virale, Nei, Trattamento, Infezione
 
|